Agriturismo La Centuria




Az.Agr. Alessandri Carlo
La Centuria

Via Masiera Prima, 980
47023 CESENA (FC). Italy
TEL: +39 348 591 2645

     

 
L'agricoltura Romana al tempi della Centuriazione Progetto del Resort La Centuria Modelli per la ristrutturazione edilizia e museale
La Centuriazione Romana nel Cesenate Certificazioni e supporti scientifici Stato avanzamento Progetto e tempi di realizzazione
I Gromatici e La Groma Modelli per ristrutturazione fondiaria Prenotazioni per visite guidate al Cantiere
  Percorsi Educativi Fattoria Didattica        



   
La vita agricola e le relative cognizioni teoriche sono antichissime presso i romani, che in età repubblicana e al principio dell'età imperiale ebbero insigni trattatisti in materia rurale (Catone, Virgilio, Columella). La documentazione riguarda l'allevamento del bestiame, la coltura delle api, la coltura del grano, della vite, dell'olivo, degli ortaggi e infine le colture importate dall'oriente. Nella sala, oltre a rappresentazioni figurate, sono presenti calchi di epigrafi e ricostruzioni di attrezzi agricoli, sono inoltre aggiunte notizie particolari sulle varie operazioni agricole e sul sistema rotativo nella coltivazione del grano. E' anche ampiamente testimoniata la scienza agrimensoria, anch'essa antichissima nell'Italia centrale, con esempi di limitazione romana del suolo, le cui tracce si sono conservate attraverso i secoli nelle nostre campagne.

L'assegnazione di un territorio romano a privati era preceduta da una regolare misurazione e divisione del suolo (limitatio et centuriatio). Il procedimento tipico consisteva nel tracciare una linea, che normalmente aveva la direzione da oriente ad occidente, detta decumanus, e un'altra ad essa perpendicolare, detta cardo. Quest'operazione veniva svolta in forma solenne seguendo un preciso rituale, per la costituzione di una colonia, di una comunità di altro tipo o per qualsiasi assegnazione agraria. I cardini e decumani, limites, erano allo stesso tempo confini e strade.
   

«Apud Romanos bonus civis bonus colonus erat.
Presso i Romani il buon cittadino era contadino.
 Bonus colonus agros colebat magna cum diligentia terram
Il buon contadino coltivava i campi con grande diligenza 
laetamine conspergebat, subigebat aratro,
cospargeva la terra di letame, la dissodava con l’aratro,
 rastro glebas aequabat, a saxis et malis herbis purgabat.
con il rastrello pareggiava le zolle, le ripuliva dai sassi e dalle erbe cattive.
 Ita magnam hordei et frumenti copiam percipiebat.
Così otteneva una grande quantità di orzo e frumento.



Agricola sedulous etiam vineas colebat
L’agricoltore solerte coltivava anche le vigne
et frugiferas plantas ut malos, piros et cerasos.
e le piante da frutto come i meli, i peri e i ciliegi.
Agricololarum villae abundabant porcis, haedis,
Le cascine degli agricoltori abbondavano di maiali, di capretti
agnis, gallinis, caseo et habebant
di  agnelli, di polli, disponevano anche di  formaggio
sed etiam in pugnis victoriam magna audacia obtinebant»
ma pure nelle battaglie conseguivano la vittoria con grande audacia